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Castello Belforte e                                                    Particolare
Certosa di San Martino

Il castello vede la sua origine nel 1275, durante il regno di Carlo I d'Angiò. In questa fase doveva avere la struttura di un palatium medievale. Il Belforte, questo era in origine il nome del Castello, sorge nel 1329 per volere di Roberto d'Angiò sulla collina del Vomero. Nel corso della ricostruzione venne modificato con opere difensive, tanto da essere chiamato castrum Sancti Erasmi, probabilmente per la presenza di una cappella dedicata a Sant'Erasmo.

Veduta aerea

Dalla piazza d'armi e dagli spalti si gode di una vista suggestiva del centro antico e del golfo di Napoli: dai luoghi dell'antica Partenope a Neapolis, con la stretta feritoia di Spaccanapoli.
 Il Castello fu utilizzato non solo come punto di difesa durante la rivolta di Masaniello nel 1799 ma fu utilizzato anche per imprigionare i rivoluzionari, acquisendo una funzione punitiva che ha conservato per diversi anni.
E' stato demanio militare fino al 1976, anno in cui ha avuto inizio l'ultimo restauro, condotto dal Provveditorato alle Opere Pubbliche con l'intento di restituirlo alla città come sede di attività culturali.Molto interessanti sono le prigioni sotterranee e le terrazze.
Può essere visitato in caso di manifestazioni.

 

Certosa di San Martino

 

Ma non si può parlare del Castel Sant'Elmo senza fare un accenno alla Certosa di San Martino fondata nel 1325 da Carlo duca di Calabria, che la volle in una posizione dominante sulla città. La prima soluzione era una grandiosa costruzione gotica di cui rimangono oggi pochi elementi a causa della radicale ristrutturazione in stile barocco del Seicento. Sono ancora riconoscibili alcune aperture con archetti in stile catalano - che si trovano nell'ex-refettorio usate probabilmente come passa vivande e venute alla luce in un recente restauro. La Certosa fu dedicata a San Martino, vescovo di Tours, probabilmente per la presenza di un'antica cappella preesistente. Verso la metà del XVI secolo, sotto l'influenza della controriforma, la Certosa fu rinnovata secondo i più moderni criteri. Un esempio splendido dell'arte napoletana seicentesca è costituito dal Chiostro Grande, caratterizzato da colonne di ordine dorico-toscano, dal cimiterino dei monaci certosini, dalle statue del loggiato, dai busti dei santi certosini sui portali, dal finto pozzo nel centro e da numerosi alberi da frutto.

Certosa esterno

 

Il Chiostro Grande

Un chiostro più piccolo, detto Chiostro dei Procuratori, costituisce la via di accesso ai giardini e alle sale del Museo Nazionale; presenta le stesse proporzioni del Chiostro Grande, ed ha al centro un pozzo, opera di Felice de Felice. L' appartamento del Priore fu decorato da celebri pittori napoletani, e dotato di un bel pavimento in cotto e maiolica, tuttora visibile.
Il monastero fu soppresso nel 1806 dai francesi.
Oggi la Certosa ospita il Museo Nazionale di San Martino dedicato alla storia cittadina e con una ampia, suggestiva, esposizione di presepi della scuola napoletana.
I giardini della Certosa scendono dalla sommità di San Martino lungo la collina del Vomero, per arrivare all'altezza del corso Vittorio Emanuele; vi si trovano molteplici specie arboree e floreali, e da essi si gode uno dei panorami più belli sul golfo di Napoli.




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